Presentazione della classe e del progetto.

Salve a tutti! Siamo la classe IV B del Liceo Socio Psico Pedagogico dell'Istituto "Vincenzo Almanza" di Pantelleria composta da 15 alunni, 4 ragazzi e 11 ragazze. Ciò che ci ha spinti a partecipare al progetto “Dalle aule parlamentari alle aule di scuola. Unità, Nazione, Costituzione” è stato il nostro interesse verso i valori del nostro Paese.

Inizialmente, quando la professoressa Stefania Bongiorno ci ha fatto la proposta di partecipare al concorso, eravamo un po’ perplessi poiché non avendo mai partecipato ad un progetto di tale importanza eravamo sprovvisti di informazioni. Ma con l’aiuto della professoressa e della nostra unione siamo riusciti a dar vita alle nostre idee. Abbiamo cominciato a raccogliere tutte le informazioni indispensabili al fine di realizzare un blog utilizzando una metodologia ormai oggi sfruttatissima quale internet è. Ci siamo riproposti di aggiungere quante più informazioni possibili circa i 150 Anni dell'Unità d'Italia, dando a tutti i lettori del nostro blog la possibilità di conoscere, scoprire e approfondire le vecchie e le nuove conoscenze riguardo il nostro paese. Questo è reso possibile dal fatto che avrete la possibilità di leggere e commentare con curiosità tutto ciò che da noi verrà pubblicato, e porre domande alle quali saremo lieti di rispondere =)

Sperando che questo nostro piccolo spazio sia di vostro gradimento, vi auguriamo una buona lettura, la classe IV B.

mercoledì 23 marzo 2011

Pantelleria in festa!

Giovedì mattina , a Pantelleria, in piazza Cavour, sotto un cielo limpido, le bandiere tricolore sventolavano!
La cerimonia si apre con l'inno di Mameli cantato dalle forze armate, dal sindaco, dai rappresentati comunali, dalle scuole e dalla folla. Il direttore della scuola elementare, Sergio Minori, ha parafrasato l'inno nazionale e ha tenuto un discorso in cui ha ricordato il ruolo fondamentale della scuola e la storia di quest'ultima nel corso dei 150 anni. Successivamente una nostra compagna ha presentato il progetto "Dalle aule parlamentari alle aule scolastiche". In conclusione il discorso del Sindaco di Pantelleria, Alberto Di Marzo. La manifestazioni si è conclusa fra applausi scroscianti e animi orgogliosi di essere italiani!






venerdì 11 marzo 2011

Il Card. Angelo Bagnasco sui "150 anni dell'Unità d'Italia"

L’Unità d’Italia è «un tesoro per tutti» e bisogna partecipare alle sue celebrazioni con «tutte le nostre energie». I vescovi italiani, nel pieno della bufera scatenata dal ministro leghista Roberto Calderoli, intervengono sulle celebrazioni per il 150/mo anniversario dell’unità del paese. Una «ricorrenza» che «dovrebbe trasformarsi in una felice occasione per un nuovo innamoramento del nostro essere italiani», spiega il cardinal Angelo Bagnasco, presidente della Conferenza Episcopale Italiana, auspicando che «l’Unità d’Italia sia un tesoro nel cuore di tutti e di ciascuno, a cui tutti vogliano contribuire anche in modo diverso, ma con questo tesoro e convinzione, che appartiene a tutti». I vescovi parlano così di un «bene comune» al quale la Chiesa vuole «partecipare con tutte le energie culturali e nelle forme più varie». Un contributo, quello della Chiesa cattolica, «che ancora una volta può risultare essenziale», ha affermato il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano nel suo messaggio di saluto fatto arrivare oggi nella sala Quadrivium di Genova nel corso del seminario «Unità nazionale: memoria condivisa, futuro da condividere», promosso dalla Cei e dall’Arcidiocesi di Genova.

Un contributo «essenziale» - ha precisato il capo dello Stato - per «promuovere quel confronto aperto e costruttivo tra diversi orientamenti, cruciale per l’attuazione delle necessarie riforme istituzionali e per il perseguimento di obiettivi di inclusione sociale e integrazione culturale». Un ruolo, quello della Chiesa cattolica, che il leader dell’Udc Pierferdinando Casini, arrivato a sorpresa in platea, ha salutato come «un grande fattore di unità del Paese, importante «in una fase di disorientamento, di esistenza di corporativismi anche territoriali che si animano sempre di più». Anche il segretario del Pd Pierluigi Bersani, in serata, ha espresso il suo apprezzamento per le parole del porporato, che ha «evidenziato il valore del patto costituzionale su cui si fonda la convivenza come chiave dell’unità della nazione».

Secondo il cardinal Bagnasco, è necessario far «riemergere il senso positivo di essere italiani»»Servono visioni grandi, per nutrire gli spiriti e seminare nuovo, ragionevole, ottimismo«. E il «modo di ricordare questo anniversario deve alimentare la cultura dello stare insieme». Proprio in questo - ha affermato il presidente della Cei - «le comunità cristiane sono chiamate a fare la loro parte: l’Italia deve riscoprire che può contare come sempre sulla Chiesa, sulla sua missione, sul suo spirito di sacrificio e sulla sua volontà di dono». E avverte: «L’unica cosa che dobbiamo temere è una cattiva ricerca storica, una propaganda ideologica, di qualsiasi segno, spacciata per verità storica». Il presidente della Repubblica, che ha ricordato l’apporto di politici e studiosi di formazione cattolica come Fanfani, La Pira, Dossetti, Moro e Mortati, per l’unità del Paese ha sottolineato: «È significativo che al centro della riflessione di oggi sia stata posta la celebrazione di una "memoria condivisa" nella prospettiva dell’impegno per un "futuro da condividere": sintesi di una capacità e volontà di coniugare fede e ragione, riconoscimento della dimensione pubblica e sociale e del fatto religioso, e piena accettazione del valore del metodo democratico in uno spirito di autentica e positiva laicità».

giovedì 3 marzo 2011

Roberto Benigni commenta l'Inno di Mameli

Quanto è rigida la Costituzione Italiana?

Benchè gran parte degli italiani sia probabilmente convinta del contrario, di tutte le costituzioni moderne prese di solito a paragone, la nostra è la più facile da cambiare. In Germania, per esempio, non c'è scampo: tutte le modifiche devono ottenere il consenso di alemeno 2/3 dei membri delle Camere. Così anche in Portogallo, in Giappone, che inoltre vuole l'approvazione del popolo tramite referendum, e in Belgio, dove è previsto che siano elette nuove Camere prima della votazione finale della riforma. Anche in alcuni paesi nordici, come la Norvegia, la Svezia e la Danimarca, sulla falsariga della Costituzione rivoluzionaria francese del '91, è previsto che il Parlamento che propone una riforma costituzionale venga sciolto e sia rinviato alle nuove Camere l'approvazione finale, e spesso aggiungono anche l'approvazione diretta del popolo con il referendum. Così anche in Grecia, dove sono previste due deliberazioni successive delle "vecchie" Camere e una delle "nuove", imponendo comunque, prima o dopo, che sia raggiunta la maggioranza dei 3/5 dei deputati. In Spagna le riforme richiedono la maggioranza almendo dei 3/5 dei membri delle Camere, ma per le riforme più importanti è prescritto che le due Camere votino a maggioranza dei due terzi, siano poi sciolte, indette le elezioni e convocate le nuove Camere, che devono riapprovare ancora con la stessa maggioranza la proposta di riforma - proposta che, infine, deve essere sottoposta a referendum. negli Stati Uniti gli emendamenti devono passare attraverso un doppio filtro, quello del Congresso e quello dei parlamenti degli Stati membri, e le maggioranze richieste variano, tra proposta e approvazione finale, dai 2/3 ai 3/4 dei voti (si pensi che l'approvazione del XXVII emendamento della Costituzione americana ha richiesto un procedimento durato più di due secoli!). Solo in Francia è possibile cambiare la Costituzione con voto a maggioranza semplice delle due Camere, ma occorre anche l'approvazione del popolo tramite referendum: questo può essere evitato solo se le camere, convocate a congresso dal Presidente sella Repubblica, approvano la proposta a maggioranza dei 375 dei voti validi.
E in Italia? La nostra Costituzione prevede un procedimento forse un po' macchinoso, ma per nulla difficile. La via principale per modificare la Costituzione è il consenso di uno schieramento così vasto di forze politiche da ripetere le stesse condizioni di compromesso tra le diverse componenti politiche che hanno consentito a questa Costituzione di nascere. Però, per non rendere troppo difficile il meccanismo e per non regalare a minoranze parlamentari relativamente piccole il potere di veto, si è prevista anche la possibilità che la modificazione della Costituzione sia voluta e decisa dalla sola maggioranza di Governo, salvo la possibilità delle opposizioni di ricorrere al corpo elettorale. Se spesso è così difficile modificare la Costituzione italiana, le cause non sono giuridiche, ma solo politiche.

martedì 1 marzo 2011

L'Italiano una lingua per pochi

Siamo intorno al 1870, l'Italia era ancora un Paese dove si parlavano innumerevoli dialetti. Soltanto il 2,5 per cento della popolazione parlava l'italiano. L'80 per cento degli abitanti era analfabeta. In regioni progredite come la Lombardia, il Piemonte e la Liguria i livelli di anlfabetismo toccavano il 50 per cento: ma quando si andava nel Centro e nel Sud la massa degli analfabeti raggiungeva un drammatico 90 per cento. La nazione che nasceva era stata voluta da una ristretta schiera di intellettuali e di borghesi, da una élite di patrioti aristocratici che si erano nutriti di un mito sognato nel nome di Dante, Petrarca e Boccaccio ed esaltato dalla grandezza antica di Roma. Quel mito, per realizzarsi, aveva avuto bisogno degli sforzi congiunti, sia pure ideologicamente divergenti, di Mazzini, Garibaldi, Cavour e Vittorio Emanuele II, ma si era pure servito di una favorevole congiuntura internazionale che era stata abilmente sfruttata dallo statista piemontese e dall'audacia dei Mille in camicia rossa. Era stato un risultato miracoloso che in dieci anni aveva congiunto, in un unico Stato, un insieme di città e di regioni cariche di cultura, d'arte e di storia, ma anche un popolo assai eterogeneo di 26 milioni di abitanti, in gran parte analfabeti, relegati in un universo rurale separato, povero e spesso affamato, con un tasso di mortalità infantile così elevato (29,8 per cento) da evidenziare senza appello le condizioni di generale arretratezza. Solo le città rappresentevano il segno della maestosa grandezza passata e della speranza futura.

mercoledì 16 febbraio 2011

Viva L'Italia - Francesco De Gregori

Viva L'Italia - De Gregori



Viva l'Italia, l'Italia liberata,
l'Italia del valzer, l'Italia del caffè.
L'Italia derubata e colpita al cuore,
viva l'Italia, l'Italia che non muore.
Viva l'Italia, presa a tradimento,
l'Italia assassinata dai giornali e dal cemento,
l'Italia con gli occhi asciutti nella notte scura,
viva l'Italia, l'Italia che non ha paura.
Viva l'Italia, l'Italia che è in mezzo al mare,
l'Italia dimenticata e l'Italia da dimenticare,
l'Italia metà giardino e metà galera,
viva l'Italia, l'Italia tutta intera.
Viva l'Italia, l'Italia che lavora,
l'Italia che si dispera, l'Italia che si innamora,
l'Italia metà dovere e metà fortuna,
viva l'Italia, l'Italia sulla luna.
Viva l'Italia, l'Italia del 12 dicembre,
l'Italia con le bandiere, l'Italia nuda come sempre,
l'Italia con gli occhi aperti nella notte triste,
viva l'Italia, l'Italia che resiste.

venerdì 11 febbraio 2011

La Costituzione


La Costituzione è la legge fondamentale dello Stato Italiano,approvata dall’Assemblea Costituente il 22 Dicembre del 1947 e in seguito entrata in vigore il 1 Gennaio del 1948. Per Costituzione si intende l’insieme delle norme fondamentali di un ordinamento giuridico,cioè le regole che disciplinano i tratti essenziali dell’organizzazione dello Stato e le relazioni tra Stato-Cittadini.

La Costituzione è SCRITTA-VOTATA-RIGIDA-LUNGA-COMPROMISSORIA-DEMOCRATICA E PROGRAMMATICA.
La Costituzione è costituita da 139 ARTICOLI e da 18 DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI. L'Introduzione è composta dagli articoli nn.1-12. La Carta Costituzionale è suddivisa in due parti: la prima costituita dagli articoli nn. 13- 54, dedicati AI DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI,mentre la seconda parte comprende gli articoli nn. 55 - 139 dedicati all’ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA.
All’interno della Costituzione sono enunciati:

  
-I PRINCIPI FONDAMENTALI (ARTT. 1-12); Principi fondamentali (clicca)   
·    -DIRITTI E DOVERI DEI CITTADINI (ARTT. 13 -54); Diritti e doveri dei cittadini (clicca)
·    -ORDINAMENTO DELLA REPUBBLICA (ARTT. 55-139); Ordinamento della Repubblica (clicca)
·  18 DISPOSIZIONI TRANSITORIE E FINALI RIGUARDANTI SITUAZIONI RELATIVE AL TRAPASSO DAL VECCHIO AL NUOVO REGIME E DESTINATE A NON RIPRESENTARSI. Disposizioni transitorie e finali (clicca)